Come cambierà il nostro modo di viaggiare e quando

Marco Campagnolo
Marco Campagnolo
  • 27 apr 2020
  • 7 minuti
Come cambierà il nostro modo di viaggiare e quando
“Il miglior modo per predire il futuro è inventarlo.”
Alan Kay

Ora che la grande novità dei termo scanner si è già trasformata in una realtà consolidata di cui tutti siamo a conoscenza e soprattutto già impiegata in grandi aeroporti come Roma, Londra, Parigi e così via, ci domandiamo sempre più frequentemente:

Come sarà il resto?

Dalla pianificazione di un viaggio, ai posti a sedere, dai costi alle tempistiche fino ad arrivare a tutto ciò che è connesso al mondo dei viaggi per turismo e lavoro; molti quesiti sono all’ordine del giorno delle grandi compagnie aeree, e di chi ha il compito di regolamentare e gestire i flussi dei passeggeri che presto torneranno a popolare gli hub del pianeta, le stazioni e le metropolitane. 

Ci siamo così applicati per cercare di dare delle risposte alle molte domande e ai dubbi di chi come noi viaggiava spesso per impegni di lavoro e tornerà a farlo in un mondo estremamente diverso da come lo facevamo pochi mesi fa.

Alcuni piloti e manager affermati, grazie alla loro esperienza e un po’ di intuito, rispondendo alle nostre domande ci hanno permesso di ipotizzare alcuni scenari che con grande probabilità andranno via, via a delinearsi per formare una nuova realtà in un futuro molto più vicino di quello che si possa immaginare.

1) In aeroporto

Imperativo sanificare e mantenere le distanze

La sicurezza in aeroporto non sarà più soltanto legata ai passeggeri intesi come al controllo dell’identità e del bagaglio. L’aspetto sanitario è più che scontato che rivestirà un ruolo rilevante in tutte le fasi di controllo. Dall’installazione di numerosi dispenser con gel igienizzanti, alla misurazione della febbre tramite robot o punti fissi, alla necessità di compilare autocertificazioni indicanti lo stato generale di salute e magari i contatti recenti.

Il tutto all’interno di aree decisamente meno affollate dove le code ai check-in andranno regolamentate in base alle norme di distanziamento sociale con barriere in plexiglass per impiegati e addetti al servizio di imbarco.

Segnaletica a terra e assistenti in giro a vigilare che non si creino in qualche modo assembramenti e dpi come le mascherine, saranno d’uso comune e con tutta probabilità verranno messe a disposizione dalle compagnie aeree già in fase di prenotazione o all’ingresso nel terminal, trasformando le stesse mascherine in un nuovo modo per fare pubblicità al brand, magari con in logo stampato proprio davanti in bella vista.

Certamente la tecnologia avrà un ruolo chiave in questa rivoluzione; e del resto sta già godendo di un ulteriore nuovo slancio in tutti quei settori legati alla robotica, la video sorveglianza e al controllo.

Non a caso, alcuni manager del settore dei trasporti non escludono che si potrà avere sempre più a che fare con schermi interattivi e piccoli robot al posto del banco informazioni o di tutti quei servizi all’interno di un aeroporto che sono attualmente ricoperti da personale che verrà invece dirottato al monitoraggio dei flussi, alla sanificazione degli ambienti e alla manutenzione dei mezzi, della struttura e di tutti i nuovi strumenti. 

Le nuove tecnologie ulteriormente potenziate avranno un largo campo d’azione che andrà dal riconoscimento biometrico alla tracciatura dei movimenti di tutte le persone in transito in modo da poter risalire ad ogni contatto sia a terra che ovviamente su un volo.

2) A bordo

Basta riviste e giornali e posti limitati

Alcuni piloti ipotizzano che sarà dura rivedere il classico carrello per la distribuzione di bevande, alimenti o riviste, ma che si potrà prenotare un pasto esattamente in fase di prenotazione del biglietto, scegliendo tra diverse opzioni in modo che il pasto venga servito in appositi pack preconfezionati e adeguatamente sigillati evitando ogni possibile contaminazione.

Addio a riviste e giornali nella tasca frontale che probabilmente saranno sostituiti da monitor a comando vocale, cambiamento che lascia intendere che ci sarà una modifica anche dei posti a sedere e della struttura del sedile in modo che, a discapito del numero totale di posti, si stia finalmente più distanti in un sedile tecnologicamente più avanzato, magari anche con delle fodere togli e metti dopo ogni viaggio.

Stesso discorso per imbarco e sbarco che non vedrà più quelle lunghe code, soprattutto per scendere dall’aereo una volta atterrato, ma che funzionerà per chiamata in base al numero di posto e che vedrà salate sanzioni in caso di mancato rispetto delle distanze minime.

3) Mezzi pubblici

Addio all’ora di punta e svolta green

Bè, il trasporto urbano è alle prese con la svolta principale dopo lunghi anni di mancata innovazione, pertanto si presume subirà una vera e propria rivoluzione, in parte seguendo gli orari rimodulati delle aziende e degli uffici, decongestionando così certe ore di punta e distribuendo meglio i veicoli su diverse fasce orarie, in parte anche grazie ad una mobilità sempre più eco sostenibile sul modello delle grandi città del nord Europa che da anni hanno intrapreso percorsi smart con lo scopo di incentivare la mobilità green a piedi o in bicicletta, costruendo km e km di piste ciclabili senza curarsi troppo di parcheggi e auto e lasciando che la persone si adeguino di conseguenza trovando però un sistema pratico ed efficiente.

Del resto, anche il recente crollo del prezzo del petrolio ha dimostrato che un sistema apparentemente fondato su solide radici, sia in realtà totalmente vulnerabile e soggetto a crolli esattamente come molte altre presunte certezze che sono state sradicate da un virus.

4) Viaggi in auto e autostrade

Basta al maxi esodo estivo e a lunghe code

Le code per andare al mare, le lunghe file estive negli autogrill per un panino o per andare in bagno, anche questo secondo noi potrà essere il ricordo di un passato che non tornerà.

È plausibile che per le problematiche legate ai periodi di esodo estivo o ponti, si ricorrerà ad apposite applicazioni per smartphone pensate con l’obiettivo di creare degli “slot” di partenza e quindi dei viaggi intelligenti pianificati in modo da rendere il viaggio di tutti il più scorrevole possibile.

Del resto, come sta accadendo per molte altre certezze, anche la classica chiusura forzata della settimana di ferragosto pare in via di superamento, un po’ per il fatto che in molte altre nazioni non c’è un blocco totale di una sola settimana e molte aziende restano operative; un po’ per evitare code e ridistribuire il flusso dei vacanzieri durante tutta la bella stagione. 

Quando accadrà tutto questo?

Certamente i cambiamenti saranno graduali e poco alla volta, dopo un forte impatto iniziale, le modifiche di mezzi, orari e abitudini sarà un susseguirsi di un passo dopo l’altro, ma ciò che è evidente è che si sia innescato un meccanismo a catena ormai impossibile da interrompere, e che in molti hanno già intravisto un mare di opportunità da cogliere all’interno di ogni cambiamento.

Sicuramente, le prime regole di distanziamento nei terminal, comprensive dell’obbligo di mascherine e guanti, saranno già applicate da maggio 2020 per poi essere via, via accompagnate da una forte implementazione tecnologica, dalla digitalizzazione dei biglietti e infine dalle modifiche dei mezzi entro uno o due anni per entrare poi a tutti gli effetti in una nuova era dei viaggi in cui la prerogativa sarà il totale controllo, una maggior efficienza e la riduzione dei tempi grazie alla corsa verso la realizzazione di mezzi di trasporto sempre più veloci che collegano le grandi città in tempi brevi.

Ovviamente si tratta di una previsione, che in quanto tale potrebbe corrispondere solo in parte alla nuova realtà che ci attende, ma ciò che conta è farci trovare pronti ad affrontare i cambiamenti con lo spirito di chi ha compreso che il “cambiar pelle” non significa snaturare se stesso ma adeguarsi alle situazioni dando il meglio di se stesso per non soccombere di fronte alla novità e poterla vivere con interesse, positività e orgoglio.

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