Green pass richiesto dal capo ufficio. Cosa fare

    Marco Campagnolo
    Marco Campagnolo
    • 25 lug 2021
    • 4 minuti
    Green pass richiesto dal capo ufficio. Cosa fare
    “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta”
    Theodor Adorno

    Green pass sì, green pass no.

    Favorevoli e contrari, peggio di così non poteva andare.

    Se lo scopo è unire, responsabilizzare, informare, sembra che anche questa volta qualcosa non sia andata nel verso giusto.

    Noi e loro, voi e noi. Più spaccatura di così non poteva essere.

    Senza voler schierarci da una parte o dall’altra, proprio perché non esistono due parti contrapposte se non per l’ignoranza di chi si crede nel giusto demonizzando il resto, il nostro pensiero vuole focalizzarsi su una comunicazione obsoleta che sta mostrando i suoi effetti e che ahimè, genererà piccoli generali qua e la sprovvisti di gradi e soprattutto di capacità per dettare leggi e morali.

    Vaccinarsi, per senso civico, protezione personale e fiducia nella scienza è una scelta saggia fin quando, anche seppur raro, non si rientra in uno di quei pochi casi avversi che vengono catalogati come numeri ma che sono invece persone in carne ed ossa.

    Attendere, non farlo, documentarsi meglio, è una decisione altrettanto saggia nel caso in cui non si contragga la malattia, altrimenti pessima in tal caso.

    Dunque, il punto doveva essere esattamente questo, ovvero convincere gli scettici a compiere il passo di loro spontanea volontà, senza creare contrapposizioni negando ad una larga parte della popolazione dei diritti inalienabili.

    Opportunità sprecata

    Nessuno può dire oggi se questo è stato il superamento della famosa “riga gialla” e quindi l’inizio di una serie di provvedimenti che non sono di certo la migliore espressione di uno stato liberale, bensì privazione di diritti in nome di altri, dividendo in categorie (minoranze) una o più parti della popolazione.

    Fatto sta che adesso, ci troviamo proprio di fronte alla prima grande forma di divisione (non più solo politica) dal dopo-guerra, con la speranza che a questa non ne seguiranno ulteriori.

    In un ormai costante vuoto di leadership, ecco l’ennesima opportunità mancata per distinguersi dagli altri e far passare un messaggio di unità nazionale capace di condurre la stragrande maggioranza verso una strada chiara nel pieno rispetto dei principi liberali.

    Fondamenta che ci distinguono dai paesi in cui la democrazia non c’è mai stata o sta andando via, via scomparendo nel nome di un bene maggiore stabilito da qualcuno (pochi) per tutti.

    Green pass dov’è obbligatorio ora

    Dal 6 agosto 2021, il green pass è obbligatorio a tutti dai 12 anni in su, per l’accesso a eventi sportivifieremusei, parchi di divertimento, sale bingo, casinò, teatricinema, concerti e concorsi pubblici.

    Ma anche per sedersi in bar e ristoranti per quanto riguarda i posti al chiuso.(non sarà invece necessario per consumare al bancone e neppure all’aperto).

    Inoltre, il gree pass, diventa necessario per tutta quella serie di attività sportive al chiuso come in palestra, piscina e così via.

    Green pass in ufficio, cosa fare

    Come abbiamo visto, escluse le categorie come i sanitari per i quali il green pass è obbligo di legge, nei luoghi di lavoro, come uffici e aziende, non vi è alcuna legge che lo prescrive o limita l’accesso e coloro che ne sono sprovvisti (al momento).

    Si avvertono però le pressioni di molti imprenditori, capi ufficio e dalla stessa confindustria, i quali non sono però supportati da alcun obbligo di legge.

    Se quindi il capo ufficio, il manager o il datore di lavoro avanzano richieste in merito al vaccino con domande dirette o meno a un dipendente, ogni lavoratore è nel pieno diritto di non rispondere a tale domanda tutelando la sua privacy.

    Come rispondere al capo

    Il nostro consiglio è però quello di dire la verità senza timore alcuno.

    Alla domanda: ti sei vaccinato?

    Specificare NO e perché, oppure SI.

    Esprimere la propria opinione in modo onesto e trasparente non può e non deve essere fonte di discriminazione in alcun modo, pertanto spiegare al capo ufficio di voler attendere o addirittura di preferire non vaccinarsi per motivi di salute, personali o ideologici, equivale ad esprimere il proprio pensiero ragionato, e tale opinione non deve essere fonte di pregiudizi.

    Esattamente come un fumatore consapevole dei rischi legati al fumo che però non ha intenzione di smettere per motivi che solo lui sa nonostante le pressioni che può ricevere.

    Anche in questo particolare momento, il rispetto della volontà di ogni lavoratore non può essere messo in discussione e non vi è nessuna legge che permette al capo ufficio di agire contro il lavoratore sprovvisto di green pass.

    Alcune risorse utili:

    Report vaccini ufficiale

    Aggiornamento varianti in circolazione

    Privacy nei rapporto di lavoro

    Obblighi dell’azienda

    Certificazione verde

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