La deriva della sicurezza sul lavoro

    Marco Campagnolo
    Marco Campagnolo
    • 07 mag 2021
    • 4 minuti
    La deriva della sicurezza sul lavoro
    “Agisci come se le tue azioni potessero fare la differenza”
    William James

    Ancora non ho chiaro se a scrivere della deriva della sicurezza sul lavoro sia l’ex operaio presente in me, oppure il manager-copywriter che ha deciso di metter giù un articolo sulla spinta motivazionale di quanto accaduto in questi giorni.

    Ad ogni modo poco conta chi sia a scrivere e per quale lo motivo venga fatto, ciò che conta è che sul posto di lavoro, nessuno e ribadisco nessuno, dovrebbe mai essere in pericolo di vita!

    La sicurezza sul lavoro, qualsiasi posizione si ricopra all’interno di un organizzazione degna di chiamarsi tale, non dovrebbe essere soltanto garantita, ma trasformata in una condizione naturale che si sviluppa in modo automatico, grazie a tutti i processi strutturati in precedenza con il fine ultimo proprio di sviluppare tale condizione.

    Fine e non mezzo!

    Ancora oggi invece, nel mese di maggio del 2021, due giovani vite stroncate da macchinari che si sono trasformati in trappole infernali dalle quale non può esserci scampo.

    Ma come può succedere una cosa del genere?

    La deriva della sicurezza sul lavoro avviene quando si inverte li fine con il mezzo, cosa che ahimè accade spesso.

    Chi ha il dovere di fare prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, deve aver chiaro che il fine è creare le condizioni per far si che qualsiasi difetto, malfunzionamento e azione impropria di un lavoratore non metta quest’ultimo né in pericolo di vita, né in condizione di ferire se stesso o gli altri.

    Questo, avendo altrettanto chiaro che il mezzo è lo studio, l’ascolto, il dialogo e la competenza che serve per arrivare a comprendere tutto, sia sul funzionamento della macchina che sul modo in cui viene utilizzata.

    Condizioni di lavoro, ritmi, pressioni, anomalie, modalità di intervento e così via fino ad imparare ad individuare prima, ed eliminare poi una dopo l’altra ogni possibile fonte di rischio e pericolo.

    Tuttavia, oggi la sicurezza è diventata in troppi casi un mezzo!

    Fine o mezzo? La sicurezza non è in vendita

    Cos’è oggi la sicurezza in tante realtà? Un mezzo per pararsi il…. da delle possibili sanzioni.

    Un mezzo per rientrare negli obblighi di legge previsti, sperando che sia sufficiente per evitare il peggio.

    La deriva della sicurezza sul lavoro non è nient’altro che la mancanza di volontà di andare a fondo e cercare di comprendere il connubio uomo-macchina e la loro interazione a 360°, diventando un supporto al lavoratore e non un supervisore silenzioso che non si degna nemmeno di fare domande.

    Quando invece la sicurezza è il solo fine dopo aver compreso la realtà, le azioni che ne conseguono sono spesso già risolutive anche sotto gli aspetti normativi in quanto le intenzioni avranno implicitamente introdotto tutti i cambiamenti sul metodo e sulla macchina in modo che ogni pericolo sia stato abbattuto.

    Quanti morti e infortuni siamo ancora capaci di accettare?

    Ognuno, rifletta per quanto riguarda le proprie responsabilità e si domandi in tutta coscienza:

    Ogni azione o decisione presa in azienda legata alle condizioni di lavoro di uno o più collaboratori, è stata presa nel reale interesse di questi ultimi?

    Era davvero il mio scopo unico tutelare l’individuo sotto ogni aspetto?

    Oppure, il dovere di mettere l’azienda o il datore di lavoro al riparo da normative stringenti, burocrazia e quant’altro, ha condizionato la mia analisi, privilegiando le azioni e le modifiche che hanno tale fine piuttosto che la reale sicurezza di chi lavora?

    Queste risposte possono fare la differenza tra la vita e la morte di qualcuno che ogni mattina si reca sul posto di lavoro per migliorare la sua condizione di vita e contribuire al benessere di tutti.

    Quella persona è un padre, una figlia, una sorella o potresti essere tu!

    Se fai sicurezza e se hai la responsabilità degli altri, ricordati la differenza tra un fine e i mezzi per raggiungere tale fine.

    Metti in ordine le cose come devono essere e sii fiero di te stesso.

    Se ti occupi di sicurezza o hai la responsabilità degli altri, ricorda che il tuo lavoro è immaginare un futuro che ancora non esiste, per cui forse mai nessuno ti dirà grazie, ma che permetterà a molti di tornare a casa la sera e abbracciare i propri cari.

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    • Campagnolo, Marco (Author)
    Ultimo aggiornamento 2021-09-17 at 00:15

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